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Fonte di questa ricerca: La collana di libri di Wolfram Klingele: „Impfen. Die Fakten“ (volumi 3-5) pubblicata dalla casa editrice Netzwerk Impfentscheid https://impfentscheid.ch/produkt/impfen-die-fakten-alle-5-baende-im-set/ Maggiori informazioni sui padri della vaccinazione e sulla loro rete di riferimento: Ricerche su Robert Koch e Louis Pasteur su Vetopedia.org https://vetopedia.org/it/freemason/list/91 und https://vetopedia.org/it/freimaurer/list/90 Trasmissioni di approfondimento sull'argomento: Calo del 99% dei decessi per morbillo PRIMA dell'inizio delle vaccinazioni – Le statistiche sulla mortalità smascherano il trucco propagandistico dell'industria farmaceutica https://www.kla.tv/39635#s=it Giornata mondiale contro la poliomielite: i vaccini contro la poliomielite causano un aumento dei casi di paralisi e dei decessi https://www.kla.tv/7019 (solo in tedesco) Vaccinazione antinfluenzale – più danni che benefici?! https://www.kla.tv/40207#s=it OMS – Il serpente diabolico come angelo di luce https://www.kla.tv/40847#s=it |
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20.06.2026 | www.kla.tv/41682
"Le statistiche vengono truccate spudoratamente per dimostrare la presunta “eradicazione del morbillo” in Scandinavia e America Latina grazie alle vaccinazioni." Ma come è stato possibile manipolare le statistiche in maniera tale da far sembrare la temuta polio come “eradicata” appena dopo l'inizio delle campagne di vaccinazione? Con quali giochi di prestigio viene gonfiato il numero di presunti decessi per influenza, allo scopo di promuovere la vaccinazione antinfluenzale? I mass media, le autorità sanitarie e altri organismi ufficiali sostengono da decenni che i tedeschi, notoriamente scettici in tema di vaccinazioni, metterebbero a rischio l'obiettivo globale di eradicare il morbillo. Se vogliono accrescere la fiducia nelle vaccinazioni, perché non presentano cifre chiare e tonde al posto di quelle manipolate? Insistono a inculcarci questo dogma: "Le vaccinazioni sono tra le più importanti ed efficaci misure preventive oggi disponibili in medicina. [...] Se raggiungiamo buoni tassi di vaccinazione, possiamo eliminare singoli agenti patogeni a livello regionale e infine eradicarli in tutto il mondo." Ma questa fede nei vaccini è fondata? O è solo una mistificazione? L’ufficio sanitario tedesco “Paul-Ehrlich-Institut” avverte sul suo sito: "(Sui vaccini) circolano molti miti, mezze verità e disinformazioni calcolate (...)." In questo servizio, Kla.TV scopre alcuni miti e la deliberata disinformazione che ci viene propinata sulle vaccinazioni. Peraltro, miti che di solito vengono diffusi dalle stesse organizzazioni che pretendono di combattere proprio la disinformazione. Mito n. 1: L’eradicazione del morbillo è il merito delle campagne di vaccinazione "I decessi per morbillo sono calati del 99% PRIMA delle vaccinazioni: le statistiche sulla mortalità smascherano la propaganda dell'industria farmaceutica” in questo servizio, Kla.TV ha già dimostrato che non sono state le vaccinazioni a ridurre la diffusione del morbillo e di altre malattie, bensì il tenore di vita più alto e il conseguente miglioramento della situazione nutrizionale e sanitaria in generale. Grazie a questo, il tasso di mortalità di tante malattie un tempo temute è sceso praticamente a zero ancora prima delle vaccinazioni. Neanche i più accaniti promotori della vaccinazione lo possono negare. Tuttavia, sostengono che per valutare l'efficacia delle vaccinazioni non si dovrebbero considerare i decessi, ma i casi di malattia prima e dopo l'introduzione delle vaccinazioni. "Dicono che in molti Paesi una copertura vaccinale completa avrebbe portato a una drastica riduzione dei casi di morbillo, se non addirittura alla sua totale eradicazione." Ma è davvero così? A prima vista, le statistiche sembrano effettivamente dimostrare l’efficacia delle vaccinazioni. Ad esempio, l’ufficio sanitario tedesco “Robert Koch” afferma: "Secondo l'OMS, il numero stimato di casi di morbillo trasmessi nel mondo è calato del 71% tra il 2000 e il 2024, passando da circa 38 milioni a circa 11 milioni, grazie alla vaccinazione contro il morbillo." E Wikipedia proclama: "Le vaccinazioni hanno ridotto notevolmente il numero di casi di (morbillo) in passato, precisamente di oltre il 95 % tra il 1980 e il 2013." Nell’America del nord e del sud il morbillo si considera praticamente scomparso, e sarebbe il merito delle campagne di vaccinazione. Anche in Finlandia avrebbero portato ottimi risultati. Il Süddeutsche Zeitung scrive: "In tema di vaccinazioni, gli esperti guardano alla Finlandia con ammirazione. Il Paese scandinavo è stato il primo al mondo (...) a eliminare il morbillo (...). Nel 1996, la Finlandia si è liberata dal morbillo (...)." Ma non a caso si dice: «Non fidarti di nessuna statistica che non hai truccato tu stesso.» Il drastico calo dei casi di morbillo potrebbe essere dovuto a ben altri fattori che non alle campagne di vaccinazione di massa. Kla.TV ha preso in esame questi dati apparentemente chiari ed univoci. FATTORI CHE INFLUENZANO LE STATISTICHE 1. Le segnalazioni da parte dei medici Se un medico si trova di fronte un paziente vaccinato contro il morbillo, sarà generalmente molto cauto nella diagnosi se il paziente ha effettivamente contratto il morbillo, e quindi è facile che prescriverà ulteriori test di laboratorio. In un paziente non vaccinato che presenta sintomi di morbillo, il medico sarà invece molto più propenso a diagnosticare il morbillo, e probabilmente ritiene inutile un test di laboratorio. Quindi, più alto il numero di pazienti vaccinati, e meno spesso il medico diagnosticherà "un caso di morbillo" prima di riceverne conferma dal laboratorio. Così, con un alto tasso di vaccinazione, i casi di morbillo scendono nelle statistiche. Tuttavia, questo fenomeno può spiegare solo in parte la presunta "eradicazione" del morbillo nei Paesi dell'America Latina o in Finlandia. 2. Manipolazione delle statistiche tramite una diversa classificazione del morbillo Dato che il morbillo si confonde facilmente con altre malattie esantematiche, come la rosolia o la scarlattina, spesso occorre la verifica in laboratorio per diagnosticare la sua effettiva presenza. Ma per la maggior parte, i casi sospetti di morbillo esaminati non vengono confermati in laboratorio: spesso non si arriva al 10%, e a volte nemmeno al 3% dei casi esaminati. In alcuni laboratori dell'Inghilterra, addirittura, il tasso dei casi di morbillo confermato era appena dello 0,3%. L’enorme differenza tra i casi sospetti e quelli confermati in laboratorio comporta un grande potenziale di manipolazione, a seconda che nelle statistiche si considerino tutti i casi di morbillo sospetto o, invece, solo il numero di casi di morbillo effettivamente confermati in laboratorio – che può risultare di 10 o anche 100 volte inferiore. Alcuni Paesi registrano solo i casi di morbillo confermati in laboratorio, mentre in altri Paesi anche i casi sospetti rientrano nelle statistiche. Questa differenza è essenziale quando si confrontano Paesi diversi. Le statistiche sui casi di morbillo possono essere falsate facilmente includendo solo i casi di morbillo confermati in laboratorio a partire da una certa data, ma senza dichiararlo. Così il numero dei casi di morbillo scende drasticamente da un anno all'altro: a un decimo, o addirittura un millesimo. Lo si può vendere bene come “effetto della vaccinazione”. Infatti, è già successo varie volte. In molti Paesi, tra il 1980 e il 2010 si è registrato un calo repentino e drastico dei casi di morbillo, spesso direttamente da un anno all'altro. "Nel 2005, ad esempio, in Turchia sono stati registrati 6200 casi di morbillo, ma nel 2006 questi sono calati di colpo a appena 34 casi, e nel 2007 erano solo 3." Come si evince dal documento ufficiale "Statistiche sanitarie dell'OCSE 2022": "Nel 2005, il sistema di notifica delle malattie trasmissibili è stato modificato, è stata introdotta una descrizione dei casi e sono stati registrati solo i casi confermati in laboratorio"], la Turchia ha deciso nel 2005 di contare solo i casi di morbillo confermati in laboratorio. In Finlandia, che viene sempre elogiata perché avrebbe soppresso il morbillo grazie alla vaccinazione, si è passati da 1032 casi nel 1989 a soli 3 casi nel 1990, da un anno all’altro. Nel 1987 hanno deciso di far rientrare nelle statistiche solo i casi confermati in laboratorio e, a quanto pare, la nuova regola si era diffusa in tutto il Paese entro il 1990. Da allora sono stati registrati solo singoli casi invece dei precedenti centinaia o migliaia di pazienti. Negli anni '90 c'erano ancora migliaia di casi sospetti, ma solo quelli confermati in laboratorio venivano inclusi nelle statistiche. In Gran Bretagna, nel 1997 si contavano 4844 casi di morbillo nelle statistiche, ma nel 1998 sono scesi di colpo a appena 74. In Madagascar, la diffusione del morbillo è calata da 35.558 casi nel 2004 a soli 2 casi nel 2006. In Cile sono stati registrati 2.098 casi nel 1991 e solo 1 caso nell'anno seguente. In Belgio, le statistiche annoveravano 3869 casi di morbillo nel 1997, ma nell’anno seguente nemmeno uno. Lo stesso fenomeno si può osservare in Paesi come Cuba, Honduras, Ecuador, Repubblica Dominicana, Canada, Svezia, Norvegia e Stati Uniti. "Prima conclusione: Questi cali improvvisi nelle statistiche non sono spiegabili nemmeno con la migliore vaccinazione di tutti i tempi." Anche con le vaccinazioni di massa si otterrebbe al massimo una riduzione lenta e continua. Ma questi salti nei dati si spiegano facilmente dal cambio di metodo: da un certo puntto in poi, solo i casi confermati in laboratorio sono stati fatti rientrare nelle statistiche dei singoli Paesi. Ma di questo l’OMS non parla. Invece, ama dipingere questi Paesi come gloriosi esempi che confermerebbero l’efficacia della vaccinazione anti-morbillo. In realtà, il calo dei casi registrati non ha nulla a che fare con le vaccinazioni. Non desistono nemmeno dalle palesi manipolazioni pur di alimentare il mito che le vaccinazioni avrebbero ridotto i casi di morbillo. Lo dimostra anche il seguente grafico: è preso dalla presentazione Power Point "Raggiungere e sostenere l'eradicazione del morbillo e della rosolia” creata nel 2011 dall'Organizzazione Panamericana della Sanità (PAHO), una specie di succursale dell'OMS per i Paesi dell'America Latina. Si tratta di una relazione sulla campagna di debellamento del morbillo nel Sudamerica. Il grafico vorrebbe illustrare la grande efficacia della vaccinazione nell’eliminazione del morbillo…Con tanto di didascalia in grassetto che afferma che questa campagna di vaccinazione avrebbe evitato 3,2 milioni di malati e 16.000 morti per morbillo e risparmiato ben 208 milioni di dollari in costi di trattamento. Curiosamente, nella versione precedente della stessa relazione, risalente al 2010, veniva mostrato lo stesso grafico, e già all’epoca l'asse verticale riportava l’etichetta "Casi confermati". Però, c'erano anche due piccoli asterischi, con una nota in basso a sinistra: "Prior to 1995, reported cases" – cioè "Prima del 1995: casi segnalati ". In parole povere: fino al 1995, il grafico mostra i casi “segnalati” (cioè sospetti) di morbillo, ma dal 1995 solo i casi "confermati". Così – miracolo! – i casi ovviamente calano drasticamente. Ma la nota a piè di pagina che spiegava la modifica del conteggio a partire dal 1995, nella versione dell’anno dopo era scomparsa. Wolfram Klingele, che ha fatto questa scoperta, definisce il grafico giustamente uno "sfacciato imbroglio", ma purtroppo non è un caso isolato. [CONCLUSIONE sul mito della presunta eradicazione del morbillo tramite la vaccinazione] presunti successi della vaccinazione contro il morbillo che vengono ripetutamente citati sono quindi essi stessi disinformazione, perché si basano sulla manipolazione delle statistiche, raggiri e spudorate falsità. Eppure l'OMS, le autorità sanitarie e i mass media continuano ad affermare che i tedeschi metterebbero a rischio l'obiettivo globale dell’eradicazione del morbillo, a causa del loro diffuso scetticismo “no-vax” – perché in Germania si registra infatti un numero significativamente maggiore di casi di morbillo rispetto alla Finlandia al Sudamerica. Ma non viene mai menzionato che, a differenza della Finlandia o dell'America Latina, in Germania si contano anche i casi sospetti e non solo i confermati. Mito n. 2: Il vaccino orale ha eradicato la polio. La “conferma del laboratorio” non è l'unico modo per giocare sporco. Una malattia può anche scomparire quasi completamente da un anno all'altro – basta cambiare la sua definizione. La poliomielite è il perfetto esempio di questa frode statistica: Il ministero della sanità tedesco afferma: "Da oltre 25 anni nessuno in Germania è più stato contagiato dalla polio. La vaccinazione, introdotta all'inizio degli anni '60, è stata fondamentale nel debellamento di questa malattia. (...) Nel 1962 è stato introdotto su scala nazionale il vaccino antipolio vivente, somministrato per via orale con una zolla di zucchero, accompagnato dallo slogan «La vaccinazione è dolce, la polio è spietata». Da allora, il numero di casi di polio stava calando in Germania.” "Se nel 1961 ancora 4700 bambini si ammalavano di poliomielite nella Germania Federale, nel 1965 i casi erano meno di 50. Dal 1990, in Germania nessuno ha più contratto il poliovirus selvatico." Ma se guardiamo più da vicino, il quadro cambia: Prima della campagna vaccinale, si classificavano come polio tutti i casi con sintomi di paralisi, anche se si manifestavano per un solo giorno. Ma con l'introduzione del vaccino, i criteri diagnostici sono stati cambiati drasticamente: ora contavano come polio solo i casi che presentavano sintomi di paralisi per un periodo di almeno 60 giorni. Contemporanemente, i casi lievi, che prima venivano rubricati come polio e riguardavano la maggior parte dei pazienti, venivano ora classificati sotto il nome di varie altre malattie, come ad esempio la "paralisi flaccida acuta". Quindi, la polio non è mai stata eradicata, si sono solo inventati nomi diversi per nasconderla e farla scomparire quasi del tutto dalle statistiche ufficiali. Praticamente, da un giorno all'altro la nuova definizione della malattia ha portato, da sola, a un drastico calo dei casi di polio registrati, ma senza alcun legame con la vaccinazione. Anzi, è stato dimostrato che la stessa vaccinazione ha poi causato vari casi di polio, anche mortali. Inoltre, a milioni di persone in tutto il mondo è stato somministrato un vaccino antipolio contaminato con il virus delle scimmie SV40, cancerogeno. Comunque, la polio non è un caso isolato. Ci sono altre malattie scomparse di colpo solo perché hanno ricevuto un nome diverso. Un esempio recente è l'influenza. Tra il 2020 e il 2022, praticamente non sono più stati registrati casi di influenza. All'epoca, chiunque presentasse sintomi di raffreddore veniva sottoposto al test del coronavirus. Se questo test era positivo, non si ricercavano più dei virus influenzali, ma il caso veniva subito classificato come "coronavirus". E non si faceva distinzione se il coronavirus era la causa della malattia o solo contemporaneamente presente. Così, la quasi totalità dei casi di influenza venivano considerati casi di Corona e quindi esclusi dalle statistiche sull'influenza. Mito n. 3: Ogni anno, migliaia di persone muoiono di influenza. Quando l'isteria per il Covid si placava, di colpo l'influenza tornava in voga e con lei la pubblicità per il vaccino antinfluenzale. Prima che l'influenza scomparisse quasi del tutto dalle statistiche durante gli "anni del Covid", i mass media sbraitavano ogni anno “decine di migliaia di decessi” per influenza. La rivista tedesca "Stern", ad esempio, scrisse già diec’anni fa: "Ogni anno ne muoiono dalle 5000 alle 10.000 persone. Per l'inverno 2014/2015, l'Istituto Robert Koch ha dichiarato ben 21.300 decessi per influenza in Germania. (...) Non sarebbe necessario che così tante persone muoiano di influenza."Perché contro i virus influenzali esiste una vaccinazione"". L'Istituto tedesco Robert Koch pubblica dei numeri molto simili. Queste cifre vengono spesso utilizzate per fomentare la paura e vendere il vaccino antinfluenzale come salvezza. Per contro, l'ufficio di statistica tedesco elenca solo 79 decessi per influenza nel 2014, e 700 decessi nel 2015. Quindi, non decine di migliaia, ma solo centinaia o decine. Sommando queste due cifre, si ottengono 779 decessi per influenza nell'inverno 2014/15 – non 21.300! E dal 1998 al 2016, l'ufficio di statistica tedesco ha registrato solo poche centinaia di decessi per influenza ogni anno, in alcune annate appena 70/80. Come si spiega la differenza tra i presunti 10.000 o 20.000 decessi per influenza all'anno e i numeri effettivamente registrati? Come mai le cifre fornite dal ministero e citate dai mass media sono molto più alte di quelle dell'ufficio di statistica? Secondo Wolfram Klingele, esperto e autore in tema di malattie infettive e vaccinazioni, questa discrepanza è dovuta alla definizione della malattia "influenza" e le sue sottocategorie – e alla voluta confusione tra "influenza" e "polmonite". Fino al 1997, nella statistica ufficiale tedesca sulla mortalità esisteva sia la categoria "Decessi per influenza" che anche "Decessi per influenza con polmonite". Al riguardo, Wolfram Klingele ha scoperto [citazione]: "Nel 1998 hanno cambiato in sordina una sola parolina, e da allora si possono produrre dei bei titoloni allarmistici su quante migliaia di morti ci sarebbero ogni anno a causa della devastante influenza, esortando il pubblico a vaccinarsi contro i virus influenzali – solo perché dal 1998 la categoria non si chiama più “influenza con polmonite”, ma “influenza e polmonite”!" "Usando la congiunzione “e” al posto della parola “con”, i decessi in questa categoria risultano aumentati drasticamente (...)"" Wolfram Klingele: ""Impfen. Die Fakten.“, Volume 5: “Grippe, Tuberkulose und Tropen- und Reisekrankheiten“, prima edizione 2018, editore Netzwerk Impfentscheid, ISBN 978-3-905353-49-5, pag. 39]" "Quindi l’alto numero di decessi per polmonite ora viene attribuito all’influenza, grazie alla parolina "e"! Così, i 60 decessi per "influenza con polmonite" (...) del 1997, nel 1998 sono diventati 17.501 decessi per "influenza e polmonite! (...)” Si tratta in pratica di un gioco di prestigio."Con la stessa logica, si potrebbero unire, ad esempio, le categorie: ""Influenza e incidenti stradali..."" [Wolfram Klingele: ""Impfen. Die Fakten.“, Volume 5: “Grippe, Tuberkulose und Tropen- und Reisekrankheiten“, prima edizione 2018, editore Netzwerk Impfentscheid, ISBN 978-3-905353-49-5, pag. 39]" Ma non è stata solo la Germania a usare questo trucchetto: dal 2001 ci ricorrono anche gli Stati Uniti. Nell'articolo: "I tassi di mortalità per influenza negli Stati Uniti sono più PR che scienza?" [https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC1309667/] sul British Medical Journal, l’autore Peter Doshi mostra come negli Stati Uniti vengano generati dati eccessivi di mortalità per influenza, sommando i decessi per influenza a quelli per polmonite.Per gonfiare il numero dei casi di influenza, le categorie “influenza” e “polmonite” sono state messe insieme nelle statistiche di mortalità, sia in Germania che negli Stati Uniti. Con la cifra truccata di “15-20.000” morti per influenza all'anno, il pubblico viene ingannato e spaventato, allo scopo di spingerlo a farsi vaccinarsi contro l'influenza stagionale.E poiché la vaccinazione antinfluenzale deve essere ripetuta ogni anno, si tratta di una bella fonte di guadagno. Come possiamo notare, le manipolazioni sono spesso microscopiche: qua la parola "e" al posto di un "con", là un asterisco cancellato che doveva segnalare una modifica del conteggio, o anche il cambiamento in sordina dei criteri diagnostici da parte delle autorità sanitarie. Ma questi piccoli dettagli hanno delle conseguenze notevoli: legittimano la commercializzazione e la pubblicità ingannevole delle vaccinazioni come la misura preventiva più efficace."Mentre da un lato, i decessi per influenza vengono gonfiati ad arte, dall’altro lato il numero dei danni da vaccino viene minimizzato. [https://vetopedia.org/de/impfschaden]" Se le vaccinazioni fossero davvero efficaci come proclamano di continuo, non ci sarebbe bisogno di truccare le statistiche: l'effetto positivo si vedrebbe nei numeri, senza alcuna manipolazione. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di istigare la paura delle malattie, gonfiando il numero dei decessi come nel caso dell'influenza. Perché se la vaccinazione fosse davvero un toccasana, la maggior parte delle persone si farebbe vaccinare spontaneamente. Non per paura, ma per convinzione. Se vogliono accrescere la fiducia nelle vaccinazioni, perché non presentano cifre chiare e tonde, e statistiche autentiche senza manipolazioni? O sarà che non rimane alcuna prova dell’efficacia delle vaccinazioni se i loro promotori rinunciano a imbrogli, manipolazioni e giochetti sporchi? Che un sistema così fraudolento sia rimasto in piedi per secoli, è possibile solo perché è stato mantenuto in vita da una potente propaganda e da reti sotterranee."Per saperne di più, consultate le ricerche sugli scienziati Robert Koch e Louis Pasteur su Vetopedia.org [https://vetopedia.org/de/freimaurer/list/91 e https://vetopedia.org/de/freimaurer/list/90] e il servizio Kla.TV sull'OMS.[https://www.kla.tv/40847]"
di Jonathan S. / jsa.
ALTRE FONTI: [1] Robert-Koch-Institut: Vaccinazioni https://www.rki.de/DE/Themen/Infektionskrankheiten/Impfen/impfen-node.html
[2] Istituto Paul Ehrlich: #FattiSulleVaccinazioni contro i miti https://www.pei.de/DE/newsroom/impfstofffakten-mythen/impfstofffakten-inhalt.html
RKI inoltre: «… sul tema delle vaccinazioni circolano numerose informazioni errate» https://www.rki.de/impfmythen
cfr. anche Ministero federale della Salute: casi di morbillo in Germania https://www.bundesgesundheitsministerium.de/service/begriffe-von-a-z/m/masern
(«Sul tema del morbillo circolano molte informazioni errate e innumerevoli miti.») [3] I casi di malattia sarebbero determinanti per valutare l’efficacia dei vaccini: Lettera del Ministero federale della Salute del 16 marzo 2020 all’autore di questa trasmissione (in possesso di Kla.TV). [4] Istituto Robert Koch – Morbo del morbillo (aggiornato al 14/01/2026): Come si è evoluto il numero di casi a livello internazionale dopo l'introduzione dei vaccini contro il morbillo? https://www.rki.de/SharedDocs/FAQs/DE/Impfen/MMR/Masernerkrankung/FAQ-Liste_Masernerkrankung.html#entry_16954852
[5] Wikipedia – Morbillo: https://de.wikipedia.org/wiki/Masern
[6] La Finlandia è il primo Paese al mondo libero dal morbillo: Vaccinazione contro il morbillo – Miti, cattiva gestione, sfiducia https://www.sueddeutsche.de/gesundheit/masern-impfung-mythen-misswirtschaft-misstrauen-1.2365909